

Aumento di due centesimi sull’accisa della benzina per finanziare la cultura. Prima si era partiti con un’estrazione in più del lotto, quella del mercoledì, riservata esclusivamente a dare fondi per il patrimonio artistico. Poi il Fus, Fondo Unico per lo Spettacolo, era passato sotto le forche caudine dei tagli di spesa statali e il gettito era stato fortemente ridotto. Con notevoli proteste da parte di tutto il settore e registi, attori, lavoranti in piazza. Per trovare una soluzione e ridestinare comunque i fondi tolti allo spettacolo si era anche ipotizzato di aumentare di un euro il costo dei biglietti del cinema. E anche qui proteste enormi da parte di tutti gli operatori del settore con conseguente seconda marcia indietro. Ora il governo ha approvato l’aumento delle accise sulla benzina.
Massimo 2 centesimi: in teoria poco o nulla dovrebbe cambiare sul già carissimo prezzo finale dei carburanti. I quali, sfondata quota 1,5 euro al litro per la benzina, non sembrano vedere una soglia di arresto.
Le associazioni dei consumatori sono insorte anche perché l’aumento del prezzo della benzina, in proporzione, genera già una forte crescita del gettito fiscale ad essa connessa. La proposta di qualche tempo fa di porre accise mobili sulla benzina andava proprio nell’ottica di moderare la portata delle accise per contenere i costi della benzina. E invece si va proprio nella direzione opposta.
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