
I prezzi dell’ortofrutta nel giro di tre settimane sono aumentati di molto. Gli aumenti hanno toccato anche il 100% per alcuni prodotti e la causa di tutto ciò sarebbe da individuare nel maltempo, nel gelo e nel blocco dei Tir. Secondo la Coldiretti l’aumento per il consumatore finale arriva ad essere pari anche al 200%. E se da un lato l’emergenza c’è veramente, dall’altro si deve tenere anche in considerazione che c’è chi approfitta della situazione, cercando di guadagnarci. Le speculazioni sono sempre dietro l’angolo.
In parte il tutto è spiegabile con la legge della domanda e dell’offerta, ma se consideriamo che l’aumento medio per la frutta e gli ortaggi è stato del 10%, mentre il consumatore si è ritrovato con prezzi aumentati anche del 200%, probabilmente c’è qualche altro elemento che non rientra nel consueto dispiegarsi del processo economico della legge della domanda e dell’offerta.
Entra in gioco quindi la speculazione. I problemi sono tanti, perché nel nostro Paese la filiera non funziona e spesso comprende tanti passaggi, all’interno dei quali ci sono infiltrazioni della criminalità organizzata.
Il processo non funziona bene neanche quando non ci sono le emergenze, quindi è normale che proprio in casi eccezionali tutto diventa molto più difficile da gestire.
I passaggi dovrebbero essere tre: produttore, grossista, vendita al dettaglio. Invece la quantità di passaggi spesso è considerevole. Alla situazione mire a rimediare il decreto liberalizzazioni che prevede l’obbligo dei contratti scritti e del pagamento, per i prodotti deperibili, entro 30 giorni. In questo modo si dovrebbero evitare quelle forzature che portano ai prezzi gonfiati e si dovrebbe porre un limite alle speculazioni che si verificano sia in casi di emergenza che nell’ordinario.
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