
Questo ponte non s’ha da fare, almeno per l’Unione Europea: già nei mesi scorsi avevamo parlato di come l’Europa fosse intenzionata a cancellare i finanziamenti previsti per il Ponte sullo stretto di Messina, non ritenendola una priorità. Mercoledì prossimo potrebbe arrivare l’annuncio ufficiale, e il Governo italiano finge sicurezza annunciando attraverso il Ministro alle Infrastrutture Altero Matteoli che l’opera si farà con i soldi dei soli privati.
L’Unione Europea infatti ha confermato solo in parte il sostegno al potenziamento dei collegamenti ferroviari nel Mezzogiorno, aggiungendo alle priorità la linea Napoli-Bari, ma senza inserire nella lista delle opere da finanziare il Ponte tra Calabria e Sicilia, tanto voluto dal Governo Berlusconi e già costato 250 milioni di euro. Nello specifico, il sostegno dell’Europa andrà allo sviluppo dei collegamenti su rotaia tra Napoli e Bari e tra Napoli e Reggio Calabria, mentre in Sicilia sarà finanziata la linea Messina-Palermo.
Matteoli prova a fare buon viso a cattivo gioco: ‘La conferma del Corridoio 1 che da Berlino arriva a Palermo con l’aggiunta del collegamento ferroviario ad alta capacità Napoli-Bari sarebbe un successo politico e strategico del governo italiano. Il Ponte sullo Stretto di Messina verrà realizzato a prescindere dall’eventuale finanziamento della Ue, in quanto le risorse per il manufatto saranno reperite sul mercato, come previsto dal piano finanziario allegato al progetto definitivo‘. Ma nel paese, tra esperti del settore e addetti ai lavori, aumenta lo scetticismo circa la fattibilità dell’opera, e per Alberto Ziparo, dell’Università di Firenze, e Guido Signorino, dell’Università di Messina, la prevista penale in caso di non attuazione dell’opera ‘scatterebbe solamente se la Stretto rescindesse unilateralmente il contratto a cantieri aperti‘: insomma fermarsi in questo discusso e discutibile progetto è ancora possibile, a maggior ragione di fonte ad ostacoli che aumentano di continuo. Resta da convincere solo questo Governo ormai alla frutta.
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