Ogni tanto scoppia la polemica sugli stipendi milionari di manager e banchieri che accende gli animi dei cittadini per alcuni giorni per poi sparire nuovamente. Fra poco certamente ne partirà un’altra visto l’obbligo di comunicazione delle politiche di remunerazione dei vertici aziendali nei bilanci 2011, cosa che avverrà tra fine marzo ed aprile.
L’anno scorso in vetta alle classifiche c’era Alessandro Profumo che, grazie anche alla liquidazione di 38 milioni di euro ricevuta da Unicredit, ha segnato un guadagno di 40,59 milioni. Subito dopo risultava essere Luca Cordero di Montezemolo con i suoi 8,713 milioni, però anche qui c’è stata la chiusura di un rapporto pluriennale con la Fiat.
Dopo questi due colossi figuravano Marco Tronchetti Provera, 5,95 milioni, Cesare Geronzi, 5,088, Paolo Scaroni, 4,42, e Pier Francesco Guarguaglini con 4,314 milioni. Questi dati, che certamente troveremo modificati con la pubblicazione dei nuovi bilanci, non cambieranno nella loro interezza.
Scandalo suscitano sempre questi numeri soprattutto quando ci sono situazioni limite di contorno, come nel caso di Sergio Marchionne, travolto dal ciclone dell’indignazione pubblica non per il suo stipendio elevato ma per il momento di crisi e ristrutturazione che stava vivendo l’azienda in cui lavora.
Da quest’anno comunque ci sarà più trasparenza grazie ai provvedimenti Consob che obbligano anche a rispettare la restituzione dei bonus e dei gettoni di operatività se gli obiettivi prefissati non saranno raggiunti nelle modalità descritte di volta in volta.
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